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la Genesi

Il 31 maggio 2008, durante la Concelebrazione Eucaristica presieduta dall’Arcivescovo G. B. Pichierri viene istituita canonicamente la nuova Parrocchia “Mater Gratiae”. A Maria “Madre della Grazia” e alle cure pastorali del primo parroco, don Nicola Bombini, è affidato il vasto territorio di Corato che trova il suo nucleo centrale nella zona residenziale “Oasi di Nazareth”.
Il 31 agosto ad accogliere il primo Parroco della “Mater Gratiae”, l’Arcivescovo, alcuni sacerdoti e tantissimi fedeli che hanno partecipato alla Concelebrazione Eucaristica.
Un fraterno benvenuto è stato rivolto anche alle tre Suore di San Giuseppe di Pinerolo (To), chiamate a collaborare nelle attività pastorali della parrocchia. Comincia così la “divina avventura ecclesiale” per portare anche su questa collina ‘mariana’ la sfida della Nuova Evangelizzazione, profetizzata daGiovanni Paolo II, per fare della nuova realtà parrocchiale un fulcro aggregatore in questo contesto territoriale molto vasto, dispersivo e frammentato, esteso per circa 110 chilometri quadrati, con una popolazione di circa 4.000 residenti stabili che si raddoppia nel periodo estivo.
Dal 1° settembre 2008 la nuova Parrocchia avvia le prime attività ordinarie: celebrazione liturgiche, amministrazione dei sacramenti e la programmazione delle prime attività pastorali.
Si anima sia la parrocchia, ubicata nella Chiesa inferiore del Santuario Madonna delle Grazie, che il Centro Parrocchiale, i cui locali sono ubicati di fronte alla Chiesa Parrocchiale, sempre su via Castel del Monte.
Nelle intenzioni del parroco, tuttavia, la vita di una Comunità è determinata soprattutto dalla sua capacità di farsi Chiesa viva, di dare priorità alle relazioni, per diventare un “cuore evangelico pulsante” sulterritorio, come accadeva per le prime comunità cristiane che dall’Amore scambievole e dal serviziotraevano le ragioni del loro vivere all’interno e all’ esterno della Comunità. Per questo don Nicola si è impegnato da subito a programmare una serie di incontri con i parrocchiani, per conoscerne le necessità e offrire il suo servizio pastorale.

A tutti e a ciascuno propone di fare Famiglia: aprirsi alla conoscenza e all’accoglienza reciproca e mettere a disposizione dell’intera comunità i propri talenti, in uno spirito di reciproca condivisione per mirare in tutti i modi e con tutti i mezzi a diventare una Comunità di Discepoli di Gesù!

Perchè Oasi di Nazareth?

In questa lettera inviata dall’allora Pastore Parrocchiale alla comunità è sottolineata l’importanza di “essere“ Oasi

Fratelli carissimi residenti nella zona dell’Oasi di Nazareth, affinché la Vita Parrocchiale non rimanga chiusa in sé stessa ma sappia tradurre in vita vissuta quanto Gesù ci ha insegnato – “Gratuitamente avete ricevuto e gratuitamente date”(Mt. 10,8) –  con questa pagina di ‘Diario parrocchiale’ vorremmo raggiungervi tutti, frequentanti la comunità parrocchiale e non, per farvi Dono di quella Vita che Gesù risorto e vivo in mezzo a noi ci dona mentre – con tutti i nostri limiti – lo cerchiamo, lo ascoltiamo e lo seguiamo: non individualmente ma insieme, comunitariamente! A Gloria di Dio e per Sua Grazia, senza vantare meriti di nessuno perché tutti “servi inutili”, come Parroco posso dichiarare che la pianticella della Comunità, nata appena il 31 agosto 2008, sta crescendo e portando i primi frutti …. secondo i tempi e i disegni di Dio.

 


E a tal proposito mi/vi pongo una domanda inquietante: quanto sarebbe più prospera e più felice ogni famiglia della zona e tutta la Comunità Parrocchiale se, uscendo dall’anonimato e partecipando alle attività pastorali e comunitarie, ciascuna famiglia si aprisse allo ‘scambio’ di conoscenze, di relazioni, di esperienze, di attività di tempo libero, di talenti, di solidarietà ….? Ciò non renderebbe questa zona di Corato più umanamente e socialmente degna del titolo che porta di “Oasi”?   Se l’Eterno Padre, come sappiamo, non ha creato l’uomo e la famiglia per sè stessi né per la solitudine, ma l’un per l’altro, per amarsi reciprocamente, se così fosse su questa collina, non ci renderemmo ancora più consapevoli e più degni di essere non un’ oasi separata e in fuga dalla città… ma un’Oasi come quella “di Nazareth” che, come sappiamo, ha dato la residenza alla Santa Famiglia di Gesù?Dunque, non cediamo alle lusinghe seducenti e ingannevoli dell’autosufficienza, dell’egoismo individuale o familiare, che ci portano a prendere le distanze gli uni dagli altri…, a guardarci reciprocamente con pre/giudizio o con sospetto…, a considerare il vicino di casa più come ‘fastidio’ o come ‘minaccia’ che come ‘risorsa’ su cui investire per la felicità e la realizzazione personale, familiare e collettiva.

don Nicola Bombini
-vostro Parroco-


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