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Fanciulli

Un giorno a scuola ho aiutato a scrivere un bambino anche se non era mio amico. Da allora siamo diventati amici.

Quando mio nonna non è stata bene, ho cercato di aiutarla facendole compagnia e accompagnandola nel camminare. Sono stata per lei come un salvagente.

Giovedì scorso ho aiutato un mio amico disabile durante l’ora di educazione fisica.

Al parco giochi un giorno ho incontrato una bambina disabile e io l’ho aiutata e sostenuta sulla giostrina.

Un giorno a scuola avevamo fatto un’esercitazione in classe. Appena ho finito, mi sono accorta di una mia amica pensierosa. Quando le ho chiesto cosa fosse successo, mi ha detto che aveva sbagliato tutto. Ho deciso di aiutarla e lei mi ha ringraziato. Io sono stata felice di essere stata in quel momento il suo salvagente.

Un giorno sono andata a pattinare. Ho visto una bambina in difficoltà ed io l’ho aiutata insegnandole a stare in equilibrio per pattinare.

A scuola la mia migliore amica mi offende prendendomi in giro con parole e gesti.  Io le dico che mi fa stare male e di smettere, ma lei non mi ascolta e continua. A volte chiedo anche aiuto per recuperare i compiti perché sono più lenta e rimango indietro, ma non lo fa. Ma Gesù ci chiede di perdonare sempre e fare pace.

Una sera stavo vedendo un film con mio fratello e mia sorella. Ad un certo punto mio fratello inizia a farmi dei dispetti, come togliermi continuamente le ciabatte. Io ero così arrabbiata che volevo vendicarmi, ma Gesù mi insegna a perdonare sempre.

Un giorno a scuola un mio amico mi ha colpito all’occhio, facendomi molto male. D’ istinto volevo dirlo alla maestra che lo avrebbe punito. Pensando a cosa Gesù mi chiama a vivere, ho deciso di perdonare e di fare pace.

Martedì un mio compagno di classe aveva dimenticato la merenda, io sentivo nel mio cuore di dare la mia, anche se poi io sono rimasta senza nulla. Mi ha ringraziato dandomi un grande abbraccio. Io sono stata felice di aver fatto quest’ atto d’ amore.

A scuola mi sono preso cura di un compagno con le stampelle, sia per andare in bagno, sia per muoversi in classe. Con questa esperienza ho aiutato il prossimo, come Gesù ci insegna ed io ho sentito tanta felicità nel cuore.

Io in famiglia cerco di fare tanti atti d’ amore come: apparecchiare la tavola, aiutare la mamma cerco di preparare il pranzo, riordinare la cameretta. Così sento tanta gioia nel cuore.

Il 19 Marzo in parrocchia c’è stata una Celebrazione dedicata alla festa del papà. Però mio padre non poteva venire perché era a lavoro. Io inoltre avevo un altro impegno a cui ci tenevo molto e non volevo rinunciare. Però con la telefonata della mia catechista che mi chiedeva se volessi un passaggio, ho sentito nel mio cuore la spinta ad andare a vivere questo momento di preghiera per la mia famiglia ed in particolare per mio papà. Questa esperienza di rinuncia mi ha lasciato tanta gioia nel cuore.

L’altro pomeriggio mi sono accorta che mia madre era un po’ stanca. Allora ho deciso di aiutarla visto che non dovevo studiare. L’ho fatta stendere sul divano e le ho portato un bicchiere d’ acqua e un libro. Poi ho steso i panni allo stendi panni e ho badato alle mie sorelline. Mia madre mi ha abbracciato forte ed io ero felice perché mi sono sentita felice.

Qualche giorno fa io e mia cugina stavamo assistendo ad un concerti natalizio. A un certo punto abbiamo una signora in difficoltà perché il suo bambino piangeva ininterrottamente. Poco dopo dal passeggino è caduta la copertina del bimbo, allora io e mia cugina ci siamo subito avvicinate per raccoglierla. La signora ci ha ringraziato sorridendo e noi eravamo felici di aver compiuto un piccolo gesto d’ amore.

Quest’anno ho cambiato scuola, sperando di non ritrovarmi più situazioni spiacevoli. L’altro giorno ho ascoltato la maestra di italiano, riferendosi a dei bambini che malediceva e dicendo di andare al diavolo. Dopo questo comportamento mi sono spaventata e rinchiusa in me stessa perché conosco l’importanza di quelle parole secondo il significato cristiano. Quel giorno sono stata molto male e delusa dal comportamento della maestra, nonostante la nostra vivacità non la autorizza a esprimersi in quei modi. Comunque l’ho perdonata anche se non si riferiva direttamente a me e non ho chiesto a Gesù di fare altrettanto. Spero tanto che gli adulti possano fare da esempio per noi piccini, testimoniando fratellanza, pace e amore.

A scuola un mio amico si prende gioco di me, a volte lancia il mio astuccio verso l’altro compagno, i colori infine vanno sui capelli. Io mi arrabbio molto perché sono stanco di questa situazione. Ma una voce in fondo al cuore mi dice di continuare a perdonarlo e lo faccio, in cambio mi sento felice.

Qualche giorno fa le mie migliori amiche si sono offese con me senza darmi un motivo. Ero molto triste e nonostante non sapessi il perché ho chiesto scusa perché questa situazione mi faceva e mi sentivo sola. Ma loro non hanno accettato le mie scuse, ed io ci sono rimasta male e mi sono arrabbiata. Dopo alcuni giorni loro sono venute da me per fare pace, ed io diversamente da loro ho subito accettato.

A scuola una mia compagna di classe disse alla maestra che io mi comportavo male, ogni giorno inventa una bugia diversa, ora riferisce che chiacchiero, poi che supero la fila. Ma non è affatto vero, infatti ero così arrabbiato che mi stavano scoppiando le vene, oltre ad essere molto triste. Anche la maestra e glia altri compagni sanno che non è vero. Pensandoci ho deciso di perdonarla perché Gesù mi insegna questo.

Un giorno la maestra ci chiese chi avesse danneggiato i pantaloni di un compagno di nome Simone. Simone indicò me. Io non ero stato. Purtroppo la maestra riferì tutto alle mamme e nacque una discussione fra loro. Dopo alcuni giorni la verità venne fuori, ma io ero rimasto molto deluso. Mi sono ricordato che l’anno scorso a catechismo avevo ricevuto il dado dell’amore, li lanciai e uscì la frase: amare per primi. Dl giorno dopo cercai di andare più d’accordo con quel mio amico proprio come vuole Gesù.

L’altro giorno a scuola dovevamo andare in palestra per fare educazione fisica. Mentre facevamo ginnastica, un mio compagno di classe molto irrequieto inizia a fare dei palleggi molto forti con la palla, nonostante la maestra lo avesse già richiamato, perché rischiava di farci del male. Lui non ascoltò e continuò a fare a modo suo. Dopo qualche minuto questo compagno lancia la palla in maniera violenta incolpandomi il volto. Subito iniziai a piangere dal dolore, perché si era gonfiata la guancia e mi faceva malissimo l’occhio. La mia mamma il giorno dopo è venuta a parlare con la maestra che nel frattempo lo aveva già sospeso per 3 lezioni, per fare in modo che comprendesse la gravità dell’accaduto. Ho perdonato il mio amico perché Gesù ci insegna ad essere misericordiosi fra noi.

Sabato scorso la mia famiglia ha partecipato ad un momento di preghiera nella nostra parrocchia per tutta la giornata. Io e le mie sorelle abbiamo trascorso tutta la giornata al centro parrocchiale con gli altri bambini e la baby sitter. Io sono stata bene lì con gli altri amici ma ho capito che ho fatto un grande atto d’amore per i miei genitori che erano tranquilli di pregare perché io mi sono presa cura anche delle mie sorelle più piccole. Ho capito anche di aver fatto un gesto importante per dimostrare a Gesù che sono sua amica.

La scorsa settimana sono andata a Londra con la mia famiglia. Al mio ritorno in aeroporto, abbiamo incontrato una signora anziana che stata rientrando in Italia. Purtroppo era sola perché suo figlio non poteva riaccompagnarla in Italia. Questa donna aveva molta difficoltà con la lingua inglese, infatti quando le hostess le chiesero il passaporto lei non riusciva a capire. Noi l’aiutammo per tutto il viaggio di rientro, soprattutto le abbiamo fatto compagnia perché si sentisse meno sola. E’ stato un piccolo atto d’amore che ha acceso nel nostro cuore e in quello dell’anziana signora la speranza dell’Amore Reciproco.

Nella mia classe frequenta con me una mia parente i cui genitori lavorano tutto il giorno fuori Corato. Ogni giorno con la mia mamma l’accompagniamo dalla sua nonna, che abita all’opposto di casa nostra. A volte è faticoso fare questo atto d’ amore perché arriviamo tardi a casa o perché per strada c’è tanto traffico, però poi ci ricordiamo di Gesù che ci chiede di amare il nostro prossimo. Noi allora lo facciamo con gioia senza chiedere nulla in cambio ma solo per Amare questa nostra cugina.


Nella mia classe è arrivato un bambino nuovo. Io sono stato il primo a fare amicizia e a giocare con lui per farlo ambientare. In questa occasione sono stato salvagente per lui.

Un giorno a scuola, mentre stavamo facendo un lavoro di matematica ho finito prima e ho potuto aiutare gli altri compagni di classe che erano in difficoltà.

Una volta stavamo facendo un compito di geometria. Io l’avevo fatto bene, così la maestra mi ha chiesto di aiutare gli altri compagni di classe che non riuscivano a farlo. E li ho aiutati perché ho ascoltato Gesù che mi chiede di amare e aiutare il prossimo.

Un giorno un compagno di scuola ha preso un brutto voto. Io l’ho consolato e da quel momento siamo diventati amici.

In classe c’è un mio compagno lasciato in disparte da tutti. Io invece sono diventato suo amico.

Quando una mia amica ha dovuto mettere il gesso per un mese, io l’ho aiutata con molto piacere e quando lei ha voluto farmi un regalo, io le ho detto che non c’era bisogno.

Un giorno a mia madre faceva male la mano, io l’ho aiutata a fare qualcosa.

A scuola c’è un compagno di classe che non mi sta proprio simpatico. Ma un giorno l’ho aiutato comunque, a svolgere un compito di matematica, perché era in difficoltà. Lui mi ha ringraziata. Ed io mi sono sentita felice.A scuola c’è un compagno di classe che non mi sta proprio simpatico. Ma un giorno l’ho aiutato comunque, a svolgere un compito di matematica, perché era in difficoltà. Lui mi ha ringraziata. Ed io mi sono sentita felice.A scuola c’è un compagno di classe che non mi sta proprio simpatico. Ma un giorno l’ho aiutato comunque, a svolgere un compito di matematica, perché era in difficoltà. Lui mi ha ringraziata. Ed io mi sono sentita felice.

Dopo le feste natalizie, le nostre catechiste hanno organizzato la tombolata. Un amico di fraternità è arrivato tardi e noi eravamo già a metà del gioco. Allora io gli ho dato una delle mie due cartelle così lui poteva giocare. La cosa più bella è stata che proprio con quella cartella che io gli avevo dato, ha fatto tombola. Non ho provato rabbia, ma tanta gioia nel cuore.

Un giorno un amico di scuola, un bambino marocchino, è stato preso in giro da alcuni bambini bulli. Allora io l’ho consolato dicendogli di lasciarli stare e di non pensare a quelle offese. E a lui subito ritornò il sorriso.

Un giorno ho aiutato mia madre ha lavare i piatti, perché l’ho vista troppo stanca. Lei mi ha ringraziata ed io sono stata tanto contenta di aver alleviato un po’ di fatica alla mia mamma.

Una domenica un mio compagno mi invitò ad una corsa in bici nel nuovo percorso che hanno strutturato a Corato. Io sarei voluto andarci molto volentieri ma subito pensai che Gesù mi aspettava per la messa, così accettai il suo invito ma gli dissi che ci sarei andato nel pomeriggio perché prima avevo un appuntamento importante con GESU’.

La mia mamma si prende cura di alcuni zii malati ed in difficoltà. Di solito ogni giorno andava a casa loro per aiutarli però, poi, ha preferito non lasciarli soli e così si sono trasferiti a casa nostra. Questo è stato un bel sacrificio per noi, tuttavia li abbiamo accolti e accettati in casa nostra con amore. Gli altri nipoti hanno cominciato a pensare male di mia madre. Credono, infatti, che lei voglia prendersi tutta la loro eredità. La mia mamma e noi abbiamo detto a queste persone che il nostro era un atto d’amore vero verso questi zii soli. Gli zii si sono accorti di questa cosa e hanno voluto parlare con questi nipoti dicendo loro che il loro pensiero era sbagliato, ma questi non hanno dato ascolto. Mia madre allora chiese ai suoi cugini di venire a fare sempre visita agli zii e che casa nostra era aperta ad accoglierli durante le visite, ma loro da allora si sono allontanati e non vengono più perché non credono in questo atto d’ amore che abbiamo fatto. Noi pur sapendo che non abbiamo nulla in cambio continuiamo ad amare e prenderci cura dei nostri zii e preghiamo per questi loro nipoti. In questo modo cerchiamo di collaborare in famiglia aiutandoci reciprocamente.

Qualche tempo fa avevo notato che i miei genitori si interessavano più a mio fratello e mia sorella che a me. Questa cosa mi faceva ingelosire e arrabbiare. Un giorno ne ho parlato con i miei genitori ed ho spiegato loro come mi sentivo: loro mi hanno rassicurato e mi hanno detto che L’Amore che provano per noi è lo stesso anche se personale perché ciascuno di noi ha bisogno di essere amato in maniera diversa. Questo mi ha rasserenato molto ed ho pensato che anche Gesù ci Ama tutti allo stesso modo senza preferenze.

A scuola con me c’è un bambino di nome Mohamed e nessuno voleva stare vicino a lui. Io allora ho deciso di sedermi accanto a lui perché anche se proviene da un’altra nazione non è diverso da me.

In classe una mia amica veniva giudicata e presa in giro da tutti. A me dispiaceva molto perché so che siamo tutti fratelli. Allora ho spiegato ai miei compagni che non era giusto e che se fosse capitato a loro ci sarebbero rimasti male.

Un pomeriggio andai a casa di un mio amico per aiutarlo a recuperare dei compiti. Dimenticai, però, di fargli svolgere un esercizio di inglese. Il giorno dopo la professoressa interrogò il mio amico in inglese e, accortasi del compito non svolto si arrabbiò e voleva dargli una nota. Allora, intervenni dicendo la verità: era stata colpa mia se il compagno era impreparato. La prof. diede a me la nota. Non importa se ho preso quella punizione ma io ero felice perché ero stato giusto, è questo ciò che conta!In Estate al mare ho visto dei bambini neri. All’inizio credevo che fossero diversi da me. Poi da quest’ anno all’asilo con mio fratello, ci sono tre bambini di colore e ho avuto modo di conoscerli da vicino. Così ho capito che loro sono come noi, e ho sentito che posso amarli allo stesso modo perché anche in loro c’è Gesù.

Quest’anno a scuola è arrivato un nuovo compagno che non pronuncia bene la ERRE. Per questo lo prendevo un po’ in giro, ma poi ho cominciato a parlare con lui e a conoscerlo meglio e ora siamo diventati amici.

A scuola c’è un bambino che non fa sempre i compiti e non si comporta bene. Nessuno, per questo, gli parlava. Mentre io poi, ho capito che sbagliavamo e che, anche se diversi, possiamo essere amici, e da allora ho iniziato a parlargli e lui è stato contento.

Un giorno a scuola c’era rientro. Io non ci sono andata perché dovevo andare dal dentista. Due miei compagni di classe senza il mio permesso hanno preso dal mio banco delle cose a cui tenevo molto. Quando però mi hanno chiesto scusa io li ho perdonati.

A scuola un mio amico si assentò per circa una settimana. Avevo preso l’impegno di portargli i compiti a casa ogni pomeriggio, ma un giorno avevo un impegno di famiglia e dovevo uscire con mia madre. Ero in difficoltà ma non rinunciai quell’impegno preso con il mio amico. Così feci di tutto e riuscì a portagli i compiti e ad uscire con la mia famiglia. Il giorno dopo il mio amico mi ringraziò ed io ero felice di aver donato amore al mio prossimo.

In famiglia mia sorella maggiore di 13 anni si comporta sempre in maniere antipatica soprattutto con mia madre con la quale litiga sempre. Io cerco sempre di portare pace ed armonia, non sempre ci riesco però non mi stanco mai di provarci.

Molte domeniche arrivo qualche minuto prima in parrocchia per la Messa. Subito cerco di collaborare distribuendo per i banchi i libretti dei canti per tutti i bambini. Questo piccolo gesto d’ amore mi rende felice e mi permette di collaborare con la parrocchia, abitandola con partecipazione come la parola guida di questo Avvento ci chiede.­­

In classe una mia amica veniva giudicata e presa in giro da tutti. A me dispiaceva molto perché so che siamo tutti fratelli. Allora ho spiegato ai miei compagni che non era giusto e che se fosse capitato a loro ci sarebbero rimasti male.­­

Un giorno a scuola la mia amica aveva chiesto alla maestra di conservare la radio nell’armadio di classe. Io volevo aiutarla ma lei volle fare tutto da sola. Qualche giorno dopo, la maestra chiese a me di distribuire le fotocopie per i compagni e questa stessa mia compagna volle aiutarmi. Io pensai tra me:” non voglio comportarmi come si è comportata lei con me, ma voglio darle un esempio amandola di più”, così mi feci aiutare a dare le schede. Lei fu felice ed io anche perché avevo “abitato” responsabilmente quel territorio cioè la scuola, come la parola guida di quella domenica ci aveva chiesto.


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