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Giovani

In seguito alla notizia delle dimissioni del Papa, ho avvertito un senso di disorientamento che mi ha scossa. Soprattutto in un momento difficile e di confusione come quello che stiamo vivendo, in cui nel nostro paese vige un clima politico negativo. Dunque presa da mille pensieri quel giorno avvertì la necessità di pregare affinché la mia anima agitata potesse trovare un porto in cui approdare a causa di quella tempesta improvvisa, proprio come quando Gesù dalla barca placa la tempesta. Ho aperto il mio cuore a Dio e improvvisamente fui invasa da una luce infondendomi una sicurezza, grazie alla quale ho compreso le motivazioni della scelta del Papa. Ho capito che non dobbiamo demordere, ma al contrario dobbiamo pregare uniti affinché lo Spirito Santo in questo momento possa illuminare i cardinali e il “prescelto”.

 

Martedì, mio padre mi ha chiesto se nel pomeriggio lo potevo aiutare perché doveva fare un servizio importante. Per amare anche lui l’ho aiutato. Mercoledì, un mio amico non si sentiva bene e voleva chiamare a casa. Non aveva il cellulare così gli ho dato subito il mio. Giovedì, un mio amico non aveva capito l’esercizio di matematica così io gli ho detto di venire a casa mia per aiutarlo. E’ venuto a casa, l’ho aiutato e lui ne è rimasto molto contento. Sabato, la prof di disegno ha deciso di ritirare la tavola. Io ho consegnato ma qualcuno era rimasto indietro. Così ho deciso di aiutare questi e sono riusciti a consegnare in tempo.

 

Questa settimana ho voluto sforzami di fare ogni giorno dei piccoli atti d’amore mettendo in pratica il Vangelo: Lunedì, il pullman che ci portava da Andria a Corato è arrivato tardi e siamo stati costretti a prendere il treno. Un mio amico abita molto lontano dalla stazione così gli ho proposto di accompagnarlo a casa sua con mio padre. Io ho fatto questo piccolo atto d’amore e lui ne è rimasto contento ringraziandomi.

L’altro giorno a scuola durante l’ora di economia aziendale, il professore ha spiegato lo stato patrimoniale e il conto economico. Io ho capito abbastanza bene la spiegazione mentre il mio compagno di banco, il quale non va molto bene a economia, ha capito pochissimo e non riusciva a fare gli esercizi. Così ricordandomi di amare chi è nel bisogno, mi proposi di spiegarglielo. Lui ne fu molto colpito e, dopo averlo spiegato, mi ha ringraziato e siamo diventati ancora più amici.

Una sera io e i miei amici c’eravamo organizzati per uscire, ma uno di questi non poteva perché i suoi genitori stavano a lavoro, quindi nessuno poteva accompagnarlo. Così pur di farlo uscire e farlo stare in compagnia mi proposi di accompagnarlo. Lui, dopo aver accettato, ne fu molto felice e siamo diventati sempre più amici.

In queste domeniche di catechismo, nella nostra fraternità, leggendo il discorso del Papa del “Family Day”, ci siamo proposti degli impegni per il cammino spirituale. Ognuno di noi si è preso un impegno; il mio era quello di confessarmi costantemente e ho iniziato: sono andata a confessarmi.

La nostra professoressa d’inglese ha proposto a chi ha dei buoni voti di fare da tutor a chi ha gravi insufficienze. Questo costava del tempo, ma ho deciso di aiutare una mia amica. Poiché abitavamo in due zone distanti, abbiamo deciso di rimanere a scuola una o due ore in più. Dopo questa esperienza siamo diventate più amiche e ho capito che amare il prossimo costa, ma alla fine vieni ricambiata.

Un giorno a scuola durante un compito di inglese, un amico che era vicino a me faceva delle domande. Io mi sono girato una sola volta per chiedergli di stare in silenzio perché stavo controllando il compito, la professoressa mi vide e disse che mi avrebbe abbassato il voto; ero nervosissimo. All’uscita un altro mio amico mi voleva dire una cosa e io già nervoso gli ho detto di stare zitto e lui mi ha detto: “Sei proprio cambiato”!  Quella frase mi fece pensare molto; ero amareggiato. Il giorno dopo a scuola ho aspettato il suo arrivo e gli ho chiesto scusa e ora siamo tornati più amici di prima.


Sabato pomeriggio sono venuti a casa i miei cugini, poiché i loro genitori erano all’ospedale per stare con mio nonno. I miei genitori a casa non c’erano e quindi mi sono dovuto occupare dei miei cugini da solo e per questo non ho potuto studiare in quel momento ma farlo nel pomeriggio che volevo lasciare per me.

 

Ieri a una mia amica a me molto cara è venuto a mancare un parente a cui teneva molto. Era disperata e piangeva. Essendo molto amiche, io ho provato la sua stessa sofferenza. Le sono stata vicino e grazie allo Spirito Santo le è tornato il sorriso.

Stamattina prima di uscire di casa per andare a scuola ho risposto male a mia madre. Durante il tragitto casa – scuola mi sono sentito in colpa e così tornando a casa mi sono subito scusato con mia madre e dopo mi sono sentito molto meglio.

Giovedì mattina mio nonno è stato ricoverato in ospedale. Io volevo uscire con i miei amici però ho rinunciato ad uscire per andare a fare visita a mio nonno. Quando il nonno mi ha visto arrivare era così felice che mi ha dato tanta gioia.

Giorni fa ero a scuola durante l’ora di Diritto. I miei compagni di classe stavano giocando con i pezzettini di gomma da cancellare. Una mia amica prese il borsellino lanciandolo in testa a un mio compagno facendoli del male. Da quel momento è nato un battibecco che ha coinvolto la classe: molti si sono coalizzati contro questa compagna. Io ho cercato di placare quello che succedeva, chiedendo loro di smetterla. Quando finì tutto mi resi conto di cosa capitò e vedevo nell’accaduto la presenza di Gesù. Infatti, il giorno dopo pensai a Gesù che dice “chi è senza peccato scagli la prima pietra”.

Un po’ di mesi fa ho conosciuto una ragazza e siamo diventate subito amiche. Un mese dopo abbiamo litigato per svariati motivi e ci siamo divise: non ci parlavamo e salutavamo più. Io però mi sono accorta che Dio al mio posto l’avrebbe amata e così ogni volta che la vedo, la saluto e l’abbraccio e anche se lei continua ad ignorarmi io persevererò.

Sabato sera sono uscito con i miei amici. Mentre eravamo in giro, io e un mio amico abbiamo iniziato a litigare offendendoci con insulti. Poi siamo arrivati anche alle mani. Il giorno dopo a scuola mi sono pentito e ho chiesto scusa; anche lui l’ha fatto con me.

Lunedì pomeriggio, pensando che siamo in Quaresima, ho proposto a mio fratello di rinunciare a giocare ai videogiochi. Mio fratello ha accettato e siamo riusciti a trovare un po’ di tempo libero per aiutare i nostri genitori. Loro sono stati molto contenti e io personalmente ho sentito tanta felicità.

 

Ieri sera delle persone si avvicinarono a me e la mia amica per chiedere dove potessero trovare una pizzeria nei pressi del centro storico, poiché non erano di Corato.

Senza esitare molto dissi che eravamo disposte ad accompagnarli alla pizzeria. Le mie amiche non erano molto d’accordo ma dissi loro che si trattava di carità.

Da poco più di due mesi mia zia è diventata mamma di un bambino di nome Gabriele. Una mattina ho deciso di andare a casa sua per permetterle di dedicarsi alle faccende domestiche. Io volevo sfruttare i giorni di vacanza per rimanere a casa a giocare, ma mi sono reso conto che avrei potuto dedicare questo tempo per stare con mio cugino, alleggerendo così l’impegno di mia zia. Questa esperienza di vangelo vissuto mi ha fortificato nell’amore che ho trasmesso seguendo mio cugino.

Questa settimana ho aiutato il mio amico di banco, un po’ svogliato, a studiare ricopiando insieme le regole fondamentali di francese e matematica e ripentendole insieme. Poi l’ho accompagnato ad un corso per ragazzi con problemi di comprensione e li abbiamo imparato a conoscerci meglio tra noi.

 


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